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Dove va lo shopping? Risultati di una ricerca italiana

Il 3 maggio a Milano si è tenuta la presentazione della ricerca “Dove va lo shopping” curata da Trade Lab, sponsorizzata da Canali&C con il patrocinio del Consiglio Nazionale dei centri commerciali.

La ricerca va ad analizzare il comportamento delle persone nei confronti dei luoghi del commercio, dando delle indicazioni anche per uno sviluppo e un orientamento per il futuro.

COSA E’ EMERSO

Massimo Moretti, presidente del Consiglio Nazionale dei centri commerciali, ha sostenuto che ” i centri commerciali non saranno più, in un futuro più o meno prossimo, in competizione sulle vendite, ma con Netflix, Sky o una gita in montagna.  Diventeremo dei consumatori di tempo”.

Ciò significa che i centri commerciali si pongono agli occhi dei consumatori come dei luoghi in cui, oltre al fine primario dell’acquisto, si passa del tempo, si vivono relazioni, luoghi che fanno da cornice alla vita.

MODALITA’ DI FRUIZIONE DIVERSE

La ricerca, presentata da Maddalena Borella di Trade Lab, ha rilevato alcune differenze nella fruizione di questi luoghi nelle grandi e medie città italiane.

Oltre a Milano, Roma e Catania sono state analizzate anche città più piccole come Verona, Brindisi e Pescara che rispecchiano la provincia italiana e possono dare un’idea più fedele delle abitudini dei consumatori.

Ciò ha permesso di rilevare che per quanto riguarda le grandi città i luoghi del commercio più frequentati sono i centri urbani  cui segue l’acquisto tramite internet.

Nelle città più piccole invece c’è una frequentazione maggiore dei centri commerciali per gli acquisti.

COME SI SPIEGA QUESTO?

La spiegazione potrebbe essere che nelle grandi città il centro urbano offre una variegata scelta di negozi, potenzialità che invece nei centri minori si trova concentrata maggiormente nei centri commerciali che fungono anche da luogo di aggregazione, come suddetto.

Fonte: Trade Lab

 

COSA SPINGE A VISITARE I CENTRI COMMERCIALI?

La leva che porta le persone a visitare i negozi sono in primis una raccolta di informazioni, che deriva nella maggior parte dei case dalla:

visita diretta in negozio ( 78,9% degli intervistati);

internet ( 12,1%);

volantini ( 6,1%) i quali rappresentano un trend in crescita ( 11%) e sono utilizzati soprattutto dal settore alimentare.

E LE FONTI INFORMATIVE?

C’è da rilevare che per quanto riguarda la ricerca delle informazioni, il ruolo di internet e dei dispositivi mobili la fa da padrona soprattutto se si considera che il consumatore tende a approfondire le informazioni sul prodotto finanche nel negozio, attraverso app e servizi on line dedicati.

 

DIREZIONI E PROSPETTIVE

L’ultima considerazione è molto importante perchè “costringe” a pensare a un’integrazione sempre più ampia tra fisico e digitale, per migliorare l’esperienza di acquisto o anche solo di permanenza del consumatore in questi luoghi.

Luca Pellegrini, presidente di Trade Lab chiosa: ” Internet, il digitale, costituisce una sfida per il retail fisico, ma è molto di più di quello che consideriamo come e-commerce: è accesso a tutte le informazioni generando infedeltà, ma è anche un potente strumento di relazione con il cliente, per rafforzarne la fedeltà”.

E continua:

” Per questo chi ha degli asset fisici deve chiedersi come integrarli in un rapporto omnichannel il più performante possibile ma contemporaneamente deve riflettere su quanto l’esperienza sensoriale nel punto vendita favorisca un’interazione tra le persone più forte del digitale”.

Esperienza sensoriale che potrebbe essere un insieme di intrattenimento e di spettacolarizzazione , di educazione per migliorare le competenze e la cultura del consumatore, di socializzazione attraverso eventi per creare fedeltà, di spazi ad uso della comunità.

In questo i mezzi di comunicazione in store, soprattutto il digital signage, possono essere un ottimo strumento per migliorare l’esperienza del consumatore – utente dei centri commerciali, attraverso la creazione di proposte di intrattenimento innovative e interattive. Multiradio offre soluzioni per realizzare il digital signage, scopri qui i 7 motivi per cui è importante per il tuo business.

 

 

Fonte: Tendenzeonline.info

 

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